
Nota:
L'EUROACUSTICI non può essere ritenuta in alcun modo responsabile delle opinioni e dei contenuti espressi dai lettori e dai soci, oltre che dai siti elencati in questa pagina ed in quelle collegate.
Riceviamo e pubblichiamo la Posta e i suggerimenti sulla problematica RUMORE nella certezza che questo sia utile alla comprensione del problema e ad allargare la solidarietà ai cittadini colpiti da questa grave forma di inquinamento.
Cittadini e soci EuroAcustici sono invitati a contribuire e ad iscriversi all’associazione. 
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Sentenza Penale N. 732/06 depositata il 19 maggio 2007. ![]()
Il dott. Fabio Metalli segnala un grave problema che tocca moltissimi cittadini.
Via Ostiense, feste di partito incubo dei residenti. IL TEMPO, Cronaca di Roma del 9 settembre 2005. (jpg).
Sentenza penale per inquinamento acustico - Tibunale di Tortona- 07/05/2004 (pdf 299 KB)
Danno ambientale: Risarcibilità del danno esistenziale - Corte di Appello di Milano - 14 febbraio 2003 (pdf 87 KB)
Penale: Rumore, Sequestro impianti di diffusione sonora in un pub. - Tribunale di Milano - GIP, decreto 23 febbraio 2005 (pdf 49 KB)
Rumore, Compravendita immobiliare:
Risarcimento danni conseguenti al diminuito valore economico dell'unità immobiliare per mancato isolamento acustico - Tribunale di Milano - Sezione civile - Sentenza n. 2600/01 05/03/2001 (pdf 855 KB)
Altre sentenze e segnalazioni
Il ns. associato dott. Antonio Balzani segnala un grave problema che tocca tutti i professionisti acustici ed i tecnici competenti in acustica ambientale QUALIFICATI da un serio curriculum ed esperienza professionale.
Alcune Regioni delegano le Provincie ad effettuare selezioni e nomine dei tecnici competenti; purtroppo, come esposto dal collega, si verificano situazioni incresciose di autocertificazioni o "raccomandazioni" che penalizzano la professionalità, la competenza e correttezza tecnica dei seri professionisti
"DANNI ALLA SALUTE ED AL TURISMO DA INQUINAMENTO ACUSTICO-MUSICALE NOTTURNO"
PREMESSE Premesse, tanto ovvie quanto troppo spesso volutamente dimenticate, a quanto sotto esposto sono le seguenti: - il diritto alla salute e al riposo delle persone, dei lavoratori, ma anche lo stesso diritto di proprietà, sono diritti umani assolutamente prevalenti sul balordo diritto allo sballo di pochi balordi sballati, nonché su qualsiasi tipo di diritto all’iniziativa economico-commerciale; gli stati e le pubbliche autorità che, con comportamenti lassisti, permissivi ed omissivi nei confronti dello sballo notturno, non salvaguardano il diritto al riposo e alla salute dei cittadini, sono stati e autorità che non rispettano diritti umani; - l’inquinamento acustico MUSICALE NOTTURNO è quindi cosa totalmente diversa e ben più grave dell’inquinamento acustico diurno, ad esempio da traffico; confondere ed equiparare i due tipi di inquinamento vuol dire non aver capito nulla del fenomeno e delle sue cause; - le sanzioni che colpiscono i comportamenti lesivi del diritto alla salute e al riposo delle persone non possono che essere sanzioni penali, e non insignificanti; non si possono punire comportamenti lesivi di oggettività giuridiche di tale rilevanza costituzionale, di diritti umani, con mere sanzioni amministrative o con sanzioni penali leggere e solo pecuniarie (non per niente l’impedire agli esseri umani di dormire è una delle forme di tortura usate dai peggiori governanti: ciò che si chiede, o meglio si pretende, è il ripristino di limiti per riavere una vivibile normalità). Invitiamo inoltre alla lettura delle seguenti pagine sull’argomento:
http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk6500/relazion/6084.htm
http://www.muspe.unibo.it/period/saggmus/attivita/2002/laface.htm
http://ilmessaggero.caltanet.it/hermes/20020902/07_MARCHE/MARCHE_REGIONE/CV.htm
LA SITUAZIONE ATTUALE
Un tema che coinvolge molta più gente di quello che si pensa, del quale nessuno parla, è quello del danno sempre più pesante sia al diritto al riposo e alla salute dei cittadini che al turismo, causato dall’inquinamento acustico, dagli schiamazzi notturni provocati da discoteche, pub, bar ecc. ; amministratori pubblici da rimandare a casa lasciano licenze di apertura fino all’alba o addirittura 24 ore su 24 a tali locali, e forze dell’ordine troppo esigue, senza strumentazioni, lasciate a sé stesse, non riescono a controllare alcunché, nonostante la loro buona volontà. Il pericolo dell’apertura di un locale notturno, pub, bar, discoteca, birreria ecc. nel quartiere ove il cittadino possiede l’abitazione sta diventando più preoccupante anche delle scosse sismiche per i proprietari di abitazioni, e comunque per chi dentro un’abitazione vive, lavora e riposa. Un evento del genere comporta l’immediata perdita di valore economico dell’immobile, e, se il proprietario vi abita, la necessità di vendere e di trasferirsi altrove per poter dormire di notte. Il problema coinvolge maggiormente le località turistiche, per il danno grave che esso arreca al turismo d’elite e a quello delle famiglie, cioè al turismo che porta ricchezza alla località, ma riguarda in realtà tutte le città compreso il più sperduto paesello nel quale, sotto casa tua aprono un bar munito di juke-box: non si dorme più, estate e inverno. Possiamo ipotizzare che almeno il 10% delle abitazioni sia vittima di tale disgraziato fenomeno, peraltro in aumento esponenziale (non per l’incremento numerico del popolo della notte, ma per l’incapacità, forse voluta, degli amministratori pubblici e la disorganizzazione dei cittadini; in realtà i balordi sballati sono sempre gli stessi, per lo più non turisti, ma la peggiore gente del posto, che si sposta da un locale all’altro, dove è maggiormente possibile in quel giorno della settimana o in quell’ora di notte fare più casino). Ripeto, basta un bar semivuoto sottocasa, con quattro gatti d clienti balordi semifatti schiamazzanti, con licenza di tenere aperto fino all’alba, e con lo stereo acceso ad alto volume. E’ una sventura che è già capitata a molti, e che può capitare a chiunque, in qualsiasi momento, con conseguenze fisiopsichiche ed economiche pesantissime. Sottolineo che quando compare uno di questi locali notturni in un quartiere, le persone per bene più avvedute vendono subiti i loro immobili, che vengono acquistati da chi dorme di giorno e vuol spendere poco: prostitute, pregiudicati e clandestini, e il quartiere diventa una specie di Bronx invivibile. E’ questo che si vuole? Si vogliono trasformare le nostre località turistiche, caratterizzate dall’eguaglianza tradizione = qualità, in tante piccole dozzinali Las Vegas? Non ci si ricorda che Las Vegas fu edificata come maxibordello-casinò dalla mafia? Vogliamo il turismo minoritario della feccia? Vogliamo far fuggire i veri turisti e i residenti? Va bene, rimarranno come abitanti extracomunitari, prostitute e pregiudicati: vediamo a chi converrà viverci in mezzo.
FALSI STEREOTIPI IMPOSTI PER INTERESSI DI PARTE
Occorre sfatare dei falsi miti imposti, degli stereotipi obsoleti, per i quali sballo notturno uguale incremento del turismo, sballo notturno uguale giovani. Chi la pensa così è rimasto col cervello agli anni ’80, non si è accorto che siamo entrati nel terzo millennio dove tutto è cambiato, dove il silenzio, come elemento essenziale per la qualità della vita, è merce preziosa ed estremamente ricercata, richiesta, avente un prezzo, un valore di mercato elevato, quindi vendibile con alti profitti per chi ha la capacità e l’intelligenza di offrirla. Questo aspetto è stato ottimamente evidenziato nel convegno “Musica urbana” organizzato nel 2002 dall’Università di Bologna
http://www.muspe.unibo.it/period/saggmus/attivita/2002/convegno.htm
Nel convegno si è sottolineato come i più geniali esperti di marketing abbiano subito capito questo cambiamento della domanda: un esempio per tutti, la riuscitissima pubblicità “La rivoluzione del silenzio” della Toyota. Ovvio che chi, come i gestori di locali notturni, pensa solo al proprio portafoglio, a scapito della salute, della qualità di vita, e degli interessi anche economici della collettività, affermi esattamente il contrario, alla faccia della buona fede.
I giovani dediti allo sballo notturno sono una ristretta minoranza, e non sono nemmeno tanto giovani, visto che lo sballo comincia ad essere una rancida moda di parte degli attuali trentenni, quelli che erano giovani dediti allo sballo negli anni ‘80. I ragazzi di oggi, quelli veri, quelli delle superiori, di 18, 19 anni, fanno la seguente equazione: discoteche = supermercati di droga e sesso a pagamento, considerano lo sballo notturno una sofisticata forma di lavaggio del cervello, di controllo sociale, studiata per impedir loro di pensare, di avere un’identità culturale individuale e familiare; la maggior parte dei giovani di oggi preferisce rafforzare i propri muscoli in palestra o in piscina, invece che il portafoglio di chi gestisce sballo, locali e droga per un minoritario popolo della notte maleducato e irrispettoso dei diritti della stragrande maggioranza dei cittadini, turisti e residenti. Certi stereotipi di giovani-fantocci ridotti a innocue marionette saltellanti (e non pensanti) esistono solo nella peggiore pubblicità delle multinazionali, quella studiata per i paesi sottosviluppati.
LOCALI NOTTURNI E CRIMINALITA’ ORGANIZZATA
Gli interessi dei gestori dei locali (e di chi sta loro troppo spesso dietro) hanno fatto sì che ormai anche il piccolo baretto vuole trasformarsi in pub discobar e star aperto fino all’alba. A maggior consolazione, non pochi appartenenti alla Magistratura e alle Forze dell’ordine sostengono che troppi locali notturni vengono utilizzati prevalentemente a fini di spaccio, e che la comparsa in zona di tali locali è il segnale di inizio dell’infiltrazione della criminalità organizzata in quel territorio. E questo non è divertimento per i giovani.
Anche se a chi mangia sul popolo della notte non piacciono, i dati statistici dell’on. Giovannardi (indipendentemente dal colore politico di questo parlamentare) sono esatti: il 90% della gente detesta discoteche, popolo della notte, sballo, immondizie musicali, dj, dancemania, ecc.. La realtà è che OGGI si è capito che lo sballo notturno è stato una moda stupida e autolesionista imposta dalla criminalità organizzata (o multinazionale mafia, che dir si voglia) per aumentare i profitti dello spaccio. Chi non ha ancora capito ciò è sia quella parte minoritaria della popolazione italiana meno acculturata, più povera e incapace, più popolana, sia troppi extracomunitari, il classico marocchino che alle tre di notte urla sulla soglia del localaccio notturno con la Ceres in mano e lo stereo dell’auto d’occasione a tutto volume (ma non tutti i marocchini sono così). I pochi genitori sottoacculturati, assenti, menefreghisti, buoni a nulla, più immaturi dei loro stessi figli, ancora persuasi della bontà delle vecchie teorie educative del secolo scorso basate su buonismo e permissivismo (“ma sono giovani, lasciamoli fare, adesso usa così…”) sappiano, prima di far uscire di notte i loro figli, magari minorenni, che dopo mezzanotte in giro non c’è divertimento, ma ci sono solo spaccio, prostitute e marocchini: è questa la qualità della vita che ci è stata imposta da chi beneficia dei profitti dello spaccio e della prostituzione.
I DANNI AL TURISMO
Il turismo che paga, che porta soldi e ricchezza, quello delle famiglie, delle persone dai trenta ai sessanta, fugge dalle notti insonni delle località balneari male amministrate verso i tranquilli e silenziosi agriturismo, che, nell’entroterra, si stanno moltiplicando come funghi. La politica miope, pavida o compiacente degli amministratori locali, con orari di apertura (e conseguente musica e schiamazzi) dei locali notturni e degli chalet oltre la mezzanotte, la carenza di organici, di istruzioni e riferimenti normativi, e di strumentazioni tecniche delle forze dell’ordine, i continui furti, hanno fatto sì che la riviera stia diventando il dominio di pochi giovinastri (non dei “giovani”, che sono un’altra cosa) e dei peggiori extracomunitari, balordi e sballati, ripieni di pasticche e di birra, che portano (pochi) soldi solo ai locali notturni e, forse, agli spacciatori, ma non agli operatori turistici. La soluzione a tale problema è far ritornare le località balneari tranquille, silenziose e superprotette dalle forze dell’ordine (vigili urbani notturni compresi), con “silenziamento” alla mezzanotte dei locali notturni e delle bande di balordi maleducati per le strade. Chi già vive tutto l’anno in città acusticamente inquinate, chi ha un mese di ferie (e soldi da spendere) d’estate la notte vuole dormire e stare tranquillo, in tutti i sensi. Gli amministratori di località esclusive, per ultraricchi, l’hanno capito da un pezzo. I nostri amministratori locali avranno sufficiente intelligenza per capirlo?
LE SOLUZIONI AL PROBLEMA
Per risolvere tale problema occorre,
nell’immediatezza:
1 cominciare col differenziare gli orari dei locali siti in condominii, vicino alle abitazioni di famiglie che il giorno dopo devono alzarsi per andare al lavoro, in zone residenziali, da quelli siti in zone non abitative;
2 attuare in tutti i comuni un servizio notturno di vigili urbani muniti di fonometro, in ausilio a carabinieri e polizia;
3 aumentare pesantemente e rendere fisso l’importo delle sanzioni amministrative;
4 togliere ai sindaci, troppo spesso sensibili al canto di sirena delle lobby più che hai voti a agli interessi della stragrande maggioranza dei residenti e degli operatori turistici, il potere di ridurre le sanzioni amministrative, vanificando e prendendo in giro il lavoro delle forze dell’ordine che le hanno comminate;
5 non ritenere sufficiente il semplice abbassamento del volume: in zone residenziali, nei condomini, negli edifici di cemento armato dove le strutture propagano le vibrazioni occorre il silenziamento totale, se si vuole dormire;
6 evitare il ricorso a complicati strumenti di misurazione dei decibel che rendono difficoltoso il controllo e la repressione del fenomeno da parte delle forze dell’ordine, lasciando al giudizio discrezionale di carabinieri e vigili, chiamati dai cittadini, il decidere al momento e sul luogo, viste le condizioni, se il reato dell’art. 659 c.p. (tuttora pienamente in vigore, e, data la rilevanza costituzionale del diritto alla salute da esso protetto, CUMULABILE con l’illecito e le conseguenti sanzioni amministrative ) sussiste o meno (d’altra parte se qualche cittadino reso insonne ha richiesto il loro intervento, vorrà dire che il riposo delle persone è stato turbato!!); vi sono sentenze della cassazione (ad es. Cass. p. 19.9.96 – Cantarella) che fanno desumere l’esistenza del reato in oggetto da altre prove, quindi l’accertamento fonometrico non è imprescindibile, e tutti i giudici con un po’ di coscienza dovrebbero seguire tale orientamento;
7 interpretare l’art.659 c.p. come applicabile anche ai gestori di locali notturni che non rispettano l’orario di silenziamento: i giudici che la pensano diversamente si facciano anche qui un esame di coscienza… e poi riflettano sull’eventualità che qualche locale notturno può essere aperto anche sotto casa loro…
8 il massimo rigore nell’applicazione dell’art. 659 c. p., senza lassismi e omissioni, da parte delle forze dell’ordine, Carabinieri compresi (IL DISTURBO AL RIPOSO DELLE PERSONE E’ UN REATO, molto più che una questione di Polizia amministrativa, non lo si dimentichi), e della magistratura;
9 distinguere almeno tra orario di chiusura e orario di silenziamento: tali locali possono, al limite, anche stare aperti fino alle due, ma spegnendo qualsiasi apparecchio emittente suoni alle ore 24 (tuttavia orari di chiusura anticipati comporterebbero un minor carico di lavoro per le forze dell’ordine; non è solo la musica a provocare inquinamento acustico, ma anche gli schiamazzi, le risse, i clacson, l’ubriachezza molesta degli avventori; inoltre penso che troppi gestori non rispetterebbero nemmeno gli orari di silenziamento);
10 comunque ricorrere a sistemi di accertamento più semplici, quali un semplice fonometro, dandolo in dotazione a tutte le stazioni locali delle forze dell’ordine, in primo luogo ai carabinieri e ai vigili urbani, senza costringere le forze dell’ordine, per misurare i decibel, a ricorrere ad altri organi amministrativi, con procedure macchinose e inefficienti;
11 adottare regolamenti condominiali preventivi che non consentano l’utilizzo di locali a piano terra o seminterrati come locali notturni;
nel medio termine:
1 rendere obbligatoria, tramite una legge unica nazionale che disciplini compiutamente la materia, la chiusura dei locali notturni alle ore 24; possono rimanere aperte, magari fino alle due, solo le discoteche al chiuso perfettamente insonorizzate site lontano dai centri abitati;
2 sanzionare sempre e comunque le inottemperanze con sanzioni PENALI, magari in aggiunta alle sanzioni amministrative, vista la rilevanza costituzionale (art. 32) del bene giuridico da tutelare, il diritto alla salute;
3 dislocare gradualmente i locali notturni più rumorosi e inquinanti, discoteche, discobar ecc. lontano dai centri abitati residenziali, ad esempio nelle zone di edificazione industriale o commerciale;
4 aumentare la ridicola sanzione pecuniaria prevista dall’art. 659 c.p. ed applicare tipologie di pena più severe, unitamente alla revoca della licenza, arrivando all’arresto e alla reclusione in caso di recidiva;
5 togliere ai sindaci, ripeto troppo spesso sensibili al canto di sirena delle lobby più che hai voti a agli interessi della stragrande maggioranza dei residenti e degli operatori turistici, ogni potere normativo in materia .
Gli errori principali delle proposte di legge in merito sono quindi i seguenti:
mancanza di differenziazione degli orari in relazione alla dislocazione territoriale dei locali notturni (zone residenziali e non);
sanzioni solo amministrative e non penali;
poteri e discrezionalità ai sindaci, a tutela di un bene giuridico, di una oggettività collettiva di grado costituzionale, quale il diritto alla salute;
scarsa considerazione per i locali notturni diversi dalle discoteche, quali pub, night, discopub, ristopub, sale da ballo all’aperto, pianobar, karaokee ecc., spesso più pericolosi delle discoteche come cause di inquinamento acustico sia per la peggiore o inesistente insonorizzazione, sia per la possibilità loro troppo spesso concessa di rimanere aperti 24 ore su 24 in quanto formalmente esercenti la ristorazione (ma in realtà fanno musica e casino), oltre che ugualmente pericolosi come cause delle stragi del sabato sera (ma non solo il sabato: qui parliamo di ogni giorno della settimana, come ora sottolinerò);
anche orari di chiusura ridotti per legge alle tre di notte NON SONO ACUSTICAMENTE SOSTENIBILI per chi abita vicino ai locali notturni se riferiti a OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA: questi locali non inquinano solo il sabato ma tutti i giorni, alcuni 24 ore su 24, con musica ininterrotta: i cittadini vicinati POSSONO VIVERE DORMENDO 4 ORE PER NOTTE? E “vicinati” per modo di dire: a Porto Potenza in provincia di Macerata c’è un mega ristorante-discoteca all’aperto la cui musica si sente nel raggio di QUATTRO CHILOMETRI!!! Aperta 5-6 mesi all’anno! Al limite portiamo per tutti l’orario di chiusura alle due per il sabato notte, ma lasciamolo ALLE 24 PER GLI ALTRI GIORNI DELLA SETTIMANA.
decentramento e sovrapposizione di competenze: una chiara legge statale dovrebbe affidare tale tutela solo a magistratura e forze dell’ordine, con rilevanza penale dell’inquinamento acustico notturno, nella sua natura di reato, sempre e comunque, e non di illecito amministrativo.
LA NON ATTUAZIONE DELLA NORMATIVA ESISTENTE
Un esempio di non attuazione delle sia pur generiche direttive europee è dato dalla normativa italiana. Riporto un brano dell’ottimo e interessante commento (che consiglio di leggere interamente) del Giudice Dott. L. Ramacci su http://www.tuttoambiente.it/comm/rumore.html : “…Va poi osservato che la citata legge 447/95 è stata oggetto di critiche, sicuramente condivisibili, da parte della dottrina.
Si è osservato, in particolare, che la legge in esame appare di difficile pratica attuazione, dovendo la stessa essere integrata mediante la successiva emanazione di norme tecniche e di altro tipo entro termini prefissati poi, di fatto, non rispettati o comunque, rispettati solo in parte come si è in precedenza accennato (8).
Non va poi sottaciuto che la previsione di sanzioni esclusivamente amministrative non rappresenta un valido strumento per la repressione di comportamenti illeciti.
Come è infatti avvenuto per altre disposizioni in tema di tutela ambientale, la applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla disciplina di settore rimane spesso un evento assai raro e, nella maggior parte dei casi, privo di effetti concreti.
Chiunque abbia un minimo di esperienza nel settore può aver modo di constatare quali siano le pratiche conseguenze di una siffatta scelta da parte del legislatore.
Le ragioni di tale situazione sono facilmente individuabili, in primo luogo, nella cronica inefficienza degli uffici preposti ai controlli e nella sporadicità dei controlli medesimi, effettuati nella maggior parte dei casi solo a seguito di ripetuti solleciti da parte di privati o associazioni.
In alcuni casi, poi, non è di secondaria importanza la struttura gerarchica e l`organizzazione degli organi preposti al controllo e la facilità con la quale gli stessi possono essere soggetti a condizionamenti determinati da esigenze di politica locale ovvero di natura economica rappresentata dalla rilevanza degli interessi che sottendono all`esercizio di determinate attività...”
In altre parole, anche grazie ad interpretazioni troppo spesso miopi o poco avvedute di certa magistratura, in Italia non vi è di fatto una tutela effettiva, sostanziale, del diritto al riposo notturno, come ben sa chi non viene lasciato dormire dai locali notturni. Né vi è molto da sperare dai nostri politici, visto che le proposte di legge più restrittive parlano di chiusura dei locali alle ore 3! Chi il giorno dopo deve alzarsi alle ore 7 per andare al lavoro dovrebbe dormire quattro ore per notte!! Simili proposte sono una portata in giro, un insulto al diritto al riposo e alla salute. L’inutilità di simili proposte, come l’inattuabilità della normativa vigente a questo punto appaiono volute, allo scopo di far prevalere sui diritti dei cittadini interessi di parte. Chi proclama tanto di difendere i lavoratori, dovrebbe difenderli proprio quando sono violentati nel loro più elementare diritto, quello alla salute e al riposo notturno. E i rappresentanti dei locali avversano anche queste proposte permissive, dimostrando che gente sono, il loro grado di rispetto per i cittadini!
Vi è l’evidente urgentissima necessità di una normativa moderna, semplice, rigorosamente restrittiva a livello europeo, invece le autorità europee, che sembrano non voler capire che l’inquinamento acustico MUSICALE NOTTURNO è cosa diversa e ben più grave dell’inquinamento acustico diurno, ad esempio da traffico, perdono tempo in previsioni di complicate mappature di aree acustiche, tanto inutili quanto lontane nell’attuazione (per le città medio-piccole si parla del 2009, per la riduzione generale dell’esposizione a rumori si parla del 10% nel 2010 e del 20% nel 2020!!): e intanto le vittime del fenomeno non dormono e si rovinano la salute.
LA DISORGANIZZAZIONE DEI CITTADINI VITTIME DEL FENOMENO
I cittadini vittime sbagliano nell’affrontare il fenomeno in modo isolato e privato, e nel non organizzarsi e coalizzarsi tra di loro. Il problema non è una questione privata di diritto civile: è una questione pubblica, sociale, di diritto penale. Chi impedisce alla gente di dormire di notte attua un comportamento lesivo di diritti umani e quindi criminale. I gestori dei locali notturni, loro sì che sono organizzati e come, come sanno far pressioni di tutti i tipi sulle pubbliche autorità, come le loro organizzazioni sanno difenderli a livello centrale e legislativo! Sia molto chiaro: tutto quanto qui esposto non riguarda i gestori di locali notturni sensibili alla qualità della vita e dell’ambiente, che rispettano le leggi e i diritti altrui, che non hanno nulla a che fare con spaccio e prostituzione; lascio all'esperienza di chi legge, anche in relazione alle diverse realtà locali, il giudizio se i gestori di questo tipo siano in maggioranza o in minoranza. Nel convegno promosso dall’Università di Bologna sul tema in oggetto (vedi http://www.muspe.unibo.it/period/saggmus/attivita/2002/cuomo.htm ) si è sostenuto che l’atteggiamento delle autorità fa perdere totalmente al cittadino vittima del fenomeno qualsiasi fiducia nelle Pubbliche amministrazioni: il cittadino si vede leso un suo diritto umano essenziale, senza che nessuna autorità intervenga a tutelarlo; anzi l’atteggiamento delle varie (troppe) autorità frammentariamente competenti sembra irridente quando non apertamente ostile.
IN PROVINCIA DI MACERATA
Dopo la mezzanotte, il 90% delle chiamate ai Carabinieri di Civitanova Marche riguarda l’inquinamento acustico. I Carabinieri di Civitanova devono coprire da soli l’area dei comuni di Civitanova, Recanati, Porto Recanati e Potenza Picena, con un organico del tutto insufficiente. Le poche sanzioni amministrative che troppo sporadicamente comminano troppo spesso vengono scontate da certi sindaci. Le denunce per violazione dell’art. 659 c.p. troppo spesso (quasi sempre) vengono archiviate da certi giudici. L’ARPAM, Prot.509 nota del 23/5/2003, affermando “In tale quadro di riferimento il controllo dei limiti in questione appare essere inattuabile,stante anche l'impossibilità operativa di questo servizio di far fronte alle numerosissime situazioni in atto.Il controllo amministrativo sull'osservanza del DPCM 16/4/1999 n.215 richiamato nella citata ordinanza rientra nelle competenze degli uffici comunali.Per le situazioni di disturbo della quiete pubblica,la materia rientra nelle competenze degli organi di Polizia.”, dice di fatto che competenti sono solo le forze dell’ordine, vista l’inesistenza di vigili urbani notturni, per lo meno in inverno qui a Porto Recanati. Ma se i Carabinieri di Civitanova non sono in condizioni di far rispettare le ordinanze, qualcuno li metta in tali condizioni!
Quanto sono stati incisivi gli interventi dei Carabinieri di Civitanova richiesti dalle chiamate nelle notti dei mesi e degli anni scorsi, se questi signori che gestiscono i locali continuano imperterriti e impuniti a tutt’oggi a tenere accesa la musica fino all’alba, alla faccia di leggi e ordinanze? Dovremo continuare a chiamare i Carabinieri ogni notte, magari coi risultati ora detti?
In provincia di Macerata la colpa principale di queste situazioni è della magistratura e in particolare delle procure: è questo organo, ancor più della prefettura, che avrebbe il potere di risolvere tutto. L’art. 659 c.p., che tutela un diritto umano fondamentale e costituzionalmente (art. 32 Cost.) protetto, il diritto alla salute, è tuttora interamente in vigore: la sua abrogazione è sostenuta e richiesta dalla criminalità organizzata cui fa comodo, per ragioni di spaccio e prostituzione, tenere aperti fino ad ore assurde i locali notturni, show room e supermercati di tali traffici. Il reato di disturbo al riposo delle persone, punito da detto articolo del codice penale, è inoltre un reato perseguibile d’ufficio; ovvero non è il cittadino vittima che deve sporgere querela (al massimo può segnalare il disturbo), ma sono le pubbliche autorità che hanno il DOVERE D’UFFICIO di attivarsi, individuare e perseguire le situazioni di disturbo al riposo delle persone. Se non lo fanno commettono loro il reato di omissione di atti d’ufficio.
In realtà l’applicazione dell’art. 659 c.p. va CUMULATA alle sanzioni amministrative per violazione degli orari di silenziamento, così come chi in auto per superamento dei limiti di velocità procura lesioni risponde sia del reato di lesioni colpose, sia dell’illecito amministrativo di superamento dei limiti di velocità. Ma la nostra magistratura non lo applica ai locali notturni. Le varie classifiche delle località, bandiere blu, arancioni ecc., dovrebbero tenere conto anche di questo gravissimo fenomeno di inquinamento e di danno alla salute, e invece sembrano ignorarlo totalmente. Le nostre famiglie abitano, purtroppo, a Porto Recanati, nelle Marche, e questi problemi li viviamo ogni giorno, e OGNI NOTTE, d’estate e d’inverno, sulla nostra pelle e sulla nostra salute, in mezzo all’indifferenza di tutte le autorità competenti.
Le autorità sottovalutano il fenomeno o cinicamente lo minimizzano definendo questa situazione normale. E noi non dormiamo.
IL DIRITTO DI CHI?
Se i giornali hanno la funzione di interessarsi ai nostri gravi problemi di vivibilità sociale, uno di questi problemi è quello sopra descritto, il quale dimostra ulteriormente come la nostra democrazia rappresentativa non sia una vera democrazia, in quanto le scelte, i comportamenti delle pubbliche autorità sembrano essere imposti dai peggiori gruppi di pressione, a scapito dei diritti dei cittadini. Né la politica nostrana sembra all’altezza di contrastare il fenomeno. Non si capisce infatti come mai i vari partiti politici, sempre a caccia di voti, facciano orecchie da mercanti alle innumerevoli proteste dei cittadini (una relazione parlamentare, sopra citata, parla di 18 milioni di Italiani vittime dell’inquinamento acustico notturno), quando il farsi portavoce del disagio della gente porterebbe loro una valanga di adesioni e di voti. Ci si lamenta dell’astensionismo dei cittadini, ma se forze politiche determinate si occupassero di questi problemi, che coinvolgono la salute, la vivibilità sociale e la qualità della vita delle persone, l’astensionismo diminuirebbe, premiando chi fa veramente “politica”. Ma forse prevale sull’interesse del partito ad accrescere il consenso l’interesse del singolo amministratore, il quale pensa, finché è in carica, a farsi “amiche“ le lobby dei gestori di locali notturni e di chi sta loro dietro.
Di questo argomento i cittadini qui parlano in continuazione (“La musica come disperazione” è l’indovinata e realistica denominazione scelta dall’Università di Bologna per l’apposito seminario) domandandosi se la sera riusciranno a dormire o passeranno una delle tanti notti insonni, ma sui mass media esso è un argomento tabù sul quale vi è un evidente ordine di oscuramento.
Non si deve pensare solo alle vittime delle stragi stradali del sabato sera: gente maggiorenne che si ubriaca e si droga e poi si schianta con l’auto alle tre di notte non ci fa nessuna pena. Vanno sì combattuti duramente perché uccidono investendole persone che magari sono in giro per motivi seri. Ma il diritto alla salute di cui all’art. 32 della nostra Costituzione, a nostro avviso, avrà maggior valore, più che per costoro i quali volutamente cercano la rovina della loro salute e della loro vita, per le loro vittime, per chi di notte deve dormire per poter andare a lavorare la mattina successiva. Coloro che si proclamano contro orari rigidi di silenziamento e chiusura dei locali notturni lo fanno perché con lo sballo e lo spaccio, sulla pelle e sulla salute dei cittadini, ci mangiano. Solo i molti che abitano vicino a locali notturni di qualsiasi tipo, sanno veramente cos’è lo sballo del sabato sera.
Famiglie Della Mora Venuti Matteucci
Porto Recanati – Marche
CHE FARE?
Prima di tutto si raccomanda una perizia effettuata da un tecnico competente specialista in acustica per DOCUMENTARE il superamento dei limiti di legge e della "normale tollerabilità.
E’ assolutamente necessario che i proprietari e gli inquilini delle abitazioni interessate non stiano zitti, rassegnati e insonni, ma facciano sentire la loro voce e le loro proteste, coalizzandosi fra di loro, con ripetute denunce, esposti e richieste di interventi e di misurazioni fonometriche a forze dell’ordine, prefetture, procure, amministrazioni locali, asl, associazioni di proprietari di immobili (Federproprietà-Anpe, Appc, Asppi, Confappi, Uppi, Confedilizia, ecc.), associazioni di utenti e consumatori e di difesa del cittadino, difensori civici, consiglio superiore della magistratura, cassazione, pretendendo (è un loro diritto!!) la sanzione penale prevista dall’art. 659 del codice penale e la revoca della licenza di apertura per i proprietari dei locali notturni che non rispettano la legge CUMULATE alle sanzioni amministrative per mancato rispetto delle ordinanze comunali di silenziamento notturno, qualora esitenti e vigenti. E’ consigliabile inviare via internet e-mail di denuncia e protesta, e di richiesta di una normativa moderna e restrittiva, ai siti di tali autorità e associazioni, nonché a quelli dei singoli politici parlamentari e dei ministeri (vedi http://www.europa.eu.int/geninfo/mailbox/dg_it.htm#index, www.parlamento.it e www.governo.it); chi non ha internet utilizzi il telefono e la posta ordinaria, o vada di persona.
Ricordo inoltre che qualsiasi cittadino europeo può presentare petizioni al Parlamento europeo, anche per via elettronica–telematica al sito http://www.europarl.eu.int/parliament/public/ . E i proprietari devono far ciò continuamente, non mollando finché non ottengono risultati concreti (non promesse). In Italia chi si fa sentire ottiene: e il tempo c’è, tanto di notte non si dorme! Occorre anche inviare continuamente, ogni giorno, valanghe di e-mail, oltre che a tutte le autorità interessate, ai mass media perché si interessino finalmente al fenomeno. Invitiamo inoltre a segnalare i casi di inquinamento acustico musicale notturno a:
cuomo@mail.muspe.unibo.it
(la Prof.ssa Carla Cuomo, insieme alla Prof.ssa La Face, entrambe dell’Università di Bologna sta affrontando in maniera seria ed intelligente il problema dell’inquinamento acustico notturno);
Dott. Luca RAMACCI
Procura della Repubblica presso Tribunale Venezia
"Sede Rialto"
30100 Venezia
Tel. 041\2402276 - 277 - 283 ( fax)
E' estremamente facile trovare altri cittadini che soffrono per questo stesso problema, nello stesso quartiere, nella stessa zona, o anche in comuni contigui, e coalizzarsi ed organizzarsi. Se le vittime di tale sciagurato fenomeno vanno avanti isolatamente, ciascuno per conto proprio, sono sconfitte in partenza. Ricordo come detto che se non c’è una reazione compatte dei cittadini, quando compare uno di questi locali notturni in un quartiere, le persone per bene più avvedute vendono subiti i loro immobili, che vengono acquistati da chi dorme di giorno e vuol spendere poco: prostitute, pregiudicati e clandestini, e il quartiere diventa una specie di Bronx invivibile. E’ questo che si vuole?
Contro l’inquinamento acustico notturno, che costringe il proprietario residente all'esaurimento nervoso per insonnia e alla vendita dell'immobile (ma vendita per andare dove? il fenomeno si sta generalizzando ovunque), dovrebbero tuttavia, a rigor di logica, essere le associazioni dei proprietari a difendere e organizzare i proprietari vittime di tale fenomeno, formando comitati ad hoc, a livello nazionale, regionale e provinciale. Una loro iniziativa in tal senso, se adeguatamente pubblicizzata, porterebbe loro, come detto, una valanga di adesioni. Qui nelle Marche il fenomeno è da incubo, in particolare sulla riviera, ma anche nell'entroterra e nelle città principali, e la gente è inferocita, ma, come al solito, disorganizzata e senza piani di difesa. Sono queste associazioni che dovrebbero organizzare la gente e dir loro cosa deve fare per difendersi, quali iniziative di pressione sulle pubbliche autorità, nazionali e locali, sono più efficaci; sono loro che devono fare direttamente pressione sulle autorità centrali per un obiettivo, l'unico risolvente: la chiusura di tutti i tipi di locali notturni alla mezzanotte: non c'è altro rimedio.
Noi proprietari, che dobbiamo difendere i risparmi di una vita investiti in un immobile, chi siamo, i fessi incapaci che devono sopportare tutto inermi? Prima di aspettare l'aiuto e la protezione degli altri, pensiamo ad organizzarci tra di noi. E continuo a chiedermi: perché di queste cose nessun mass media parla?
ACUSTICA (pdf 1500 Kb) Mario Mattia
ERGONOMIA(pdf 480 Kb) Mario Mattia
LEGGI(pdf 265 Kb) Mario Mattia
Disturbi Uditivi Note divulgative sui disturbi uditivi ed extrauditivi
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